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BONITO E L’EMIGRAZIONE

by Prof/ssa Luisa Fioretti

Parlare di emigrazione è sempre di grande attualità. E’ un fenomeno sociale che ha coinvolto e coinvolge tutt’oggi  intere popolazioni.

L’emigrazione ha colpito in maniera significativa anche l’Irpinia ed in particolar modo Bonito. Basti pensare che prima degli anni ‘60 Bonito contava una popolazione di circa 5.000 abitanti che,oggi, è più che dimezzata.

Tutti coloro che hanno dovuto lasciare la propria terra sono accomunati dalla grande nostalgia per il paese natio.

“Lo core se spezzava” raccontano nelle lettere inviate ai familiari!

E  il forte legame con  le proprie radici è testimoniato dalla grande quantità di danaro che inviavano per le feste religiose del paese, che avevano sempre nel cuore.

In una lettera inviata a Crescenzo Miletti, sindaco di Bonito , David  Leone comunica di essersi attivato per l’organizzazione della questua in onore di  S.Crescenzo martire presso la comunità bonitese di New York.

Grazie al loro contributo nel 1931 fu ristrutturata la chiesa dell’oratorio e edificato il monumento in ricordo dei caduti nella  I Guerra mondiale.

Ovunque arrivassero i bonitesi si facevano apprezzare per serietà, capacità e laboriosità.

Tra quelli che si sono particolarmente distinti ricordiamo:

-Crescenzo Buongiorno,Musicista molto noto specialmente all’estero;

-Cotugno Giuseppe artista del legno molto ammirato e rispettato ad Asmara in Eritrea dove emigrò nel 1936  dando  lustro al suo paese.

-Il prestigiatore Cefalo che viene    considerato negli Stati  Uniti tra i maggiori prestigiatori del  primo  novecento.

-Luigi Pierno, emigrato negli Stati Uniti alla  fine del  ‘900, egregio suonatore di tromba che si esibì al Metropolitan di New York e nella banda municipale di Los Angeles.

-Salvatore Ferragamo stilista fondatore della omonima casa ormai famosa in tutto il mondo che emigrò giovane in America diventando il calzolaio delle Dive di Hollywood per la particolare bellezza delle sue scarpe.

Oggi esiste una catena di negozi nelle principali città di tutto il mondo a conferma della genialità di quest’uomo, partito da Bonito con grandi speranze,come tutti gli altri emigranti .

Si può quindi affermare che l’emigrazione ha tolto tanto al paese di Bonito ma anche dato tanto in termini di notorietà e di sviluppo.

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